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MACRO EDIZIONI
Bruce H. Lipton
LA BIOLOGIA DELLE CREDENZE
Come il pensiero influenza il DNA e
ogni cellula
Pagg. 264 Euro 16,50

È
giunto il momento di abbandonare le vecchie credenze che la comunità
scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato, per
muoverci verso la nuova ed eccitante prospettiva di salute, benessere
e abbondanza offerta da questa scienza davanguardia: lepigenetica.
Bruce
Lipton dimostra, in modo semplice e appassionante, che ciò
in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è
il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si
tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano,
che ci libera dalla prigionia del destino. LAutore dimostra
in maniera inoppugnabile che lambiente, i nostri pensieri
e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro
corpo e ogni aspetto della nostra vita.
INTERVISTA
ALL'AUTORE, BRUCE LIPTON
a cura di Barbara Stahura
Durante
il periodo in cui Bruce Lipton, Ph.D, lavorava come ricercatore
e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta
sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono
ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci,
i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze
ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre
credenze. Questo prova che non siamo degli "automi genetici"
vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati.
Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia.
Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel
suo libro "The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness,
Matter and Miracles" (N.d.T.: Biologia delle Credenze: Liberare
il Potere della Consapevolezza, della Materia e dei Miracoli) (2005:
Mountain of Love/Elite Books). Pieno di citazioni e riferimenti
di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all'avanguardia,
questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al
suo livello più fondamentale.
Fino alla scoperta dell'epigenetica, si credeva che il nucleo di
una cellula, contenente il DNA, fosse il "cervello" della
cellula stessa, del tutto necessario per il suo funzionamento. Di
fatto, come hanno scoperto Lipton ed altri, le cellule possono vivere
e funzionare molto bene anche dopo che i loro nuclei siano stati
asportati. Il vero "cervello" della cellula è la
sua membrana, che reagisce e risponde alle influenze esterne, adattandosi
dinamicamente ad un ambiente in perpetuo cambiamento. Che cosa significa
questo per noi, quali collezioni di cellule chiamati esseri umani?
Man mano che incrociamo le diverse influenze ambientali, siamo noi
a suggerire ai nostri geni cosa fare, di solito inconsciamente.
I carboidrati ci fanno ingrassare? Sì,se lo crediamo. Saremo
amati, avremo successo nel lavoro, saremo ricchi? Se ci crediamo,
lo saremo.
Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione
non è la base dell'evoluzione; non è la sopravvivenza
del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare.
Al contrario, dice, dovremmo leggere l'opera di Jean-Baptiste de
Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione
e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate
se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela
da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto
che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste?
Barbara
Stahura: La premessa di base della tua ricerca e del tuo
libro, The Biology of Belief, è che il DNA non controlla
la nostra biologia.
Bruce Lipton: Sì. Ho cominciato a studiare questo
verso la fine degli anni '60. Da allora la scienza di frontiera
ha iniziato a rivelare tutte le cose che avevo osservato. I biologi
che fanno ricerca d'avanguardia sono a conoscenza di ciò
che dico nel libro. Il pubblico, però, non ne ha comprensione
alcuna perché, o gli arriva in forma abbreviata, o quello
che gli viene venduto è la credenza che siamo controllati
dai nostri geni, sebbene ciò non sia sostenuto dalla scienza
d'avanguardia. Tutto il mio sforzo si è concentrato nel far
giungere al mondo l'informazione d'avanguardia. L'orientamento mentale
del pubblico è stato programmato secondo la credenza che
siamo degli automi genetici, che i geni controllano la nostra vita,
che ne siamo vittime, e via di seguito. Il punto, però, è
che la scienza di frontiera - quella di cui parlo - si è
stabilizzata da almeno 15 anni. È ora che sia portata nel
mondo perché è lì che viene usata.
Barbara
Stahura: Questa scienza relativamente nuova sulla quale tu
scrivi viene chiamata epigenetica. Ci spiegheresti di che cosa si
tratta?
Bruce Lipton: L'epigenetica è quella scienza che mostra
che i geni non si auto-controllano, ma sono controllati dall'ambiente.
Si sa da circa 15 anni, e ora fa finalmente fa capolino da dietro
l'angolo. Ti faccio un esempio. La Società Americana per
il Cancro ha recentemente pubblicato una statistica che afferma
che il 60 per cento dei tumori sono evitabili, cambiando stile di
vita e dieta. Quest'informazione proviene da un'organizzazione che
ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro. E ora se ne viene
fuori dicendo: è lo stile di vita, non sono i geni. Ci siamo
focalizzati sul cancro come se fosse una questione genetica, ma
solo il cinque per cento dei cancri ha una connessione genetica.
Il novantacinque per cento dei cancri in effetti non ha nessuna
connessione coi geni. La ragione (che ci fa dire che c'è
una connessione genetica) è che tale spiegazione è
fisica, tangibile, perciò preferiamo lavorare su di essa.
E il 95 per cento che ha un cancro e non c'è una connessione
genetica? Non è facile fare esperimenti su qualcosa sulla
quale non puoi focalizzarti fisicamente.
Barbara
Stahura: Così il determinismo genetico - l'idea che
siamo controllati dai nostri geni - è inevitabilmente incrinata,
come dici nel libro?
Bruce Lipton: Sì.
...
CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA
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ARIANNA
EDITRICE
Marco
Della Luna, Antonio Miclavez
EUROSCHIAVI
- NUOVA EDIZIONE AMPLIATA E AGGIORNATA
La
Banca d'Italia - la grande frode del debito pubblico - i segreti
del signoraggio. Chi si arricchisce davvero con le nostre tasse
Pagg. 291 Euro 13,50

Che
cosa è veramente il denaro? Quasi nessuno sa che cosa
esso sia veramente e quali siano le sue reali proprietà,
che in effetti sono le conoscenze meglio custodite. Neanche nelle
facoltà vengono insegnate. Soprattutto niente viene rivelato
circa il potere di creare denaro, la sovranità
monetaria. E su chi lo esercita in concreto, al di fuori di
qualsiasi regola e controllo democratico, arricchendosi con una
tassa occulta che si porta via, anche in Italia, un'ampia fetta
dei nostri denari sotto forma di tasse.
Tasse per pagare gli interessi sul debito pubblico e per colmare
il deficit di bilancio. Ma né il debito pubblico né
il deficit di bilancio esisterebbero se lo Stato non avesse ceduto
la sovranità monetaria alle banche private, rinunciando gradualmente
alla propria libertà politica e indebitando sempre di più
la nazione, invece di stamparselo in proprio a costo zero.
Gli autori, Marco Della Luna e Antonio Miclavez, un avvocato e un
medico imprenditore, hanno raccolto prove schiaccianti e testimonianze
di altri studiosi, da Karl Marx a Thomas Jefferson, da Abraham Lincoln
alla politica monetaria di Adolf Hitler, per dimostrare che il potere
sovrano è nelle mani di coloro che conquistano il monopolio
della creazione del denaro, e che lo Stato diventa come una cosa
di loro proprietà, per dirla con le parole del Presidente
Andrew Jackson.
Questa
seconda edizione di Euroschiavi, ampliata e arricchita con
sconcertanti rivelazioni anche sulla Banca d'Italia e sul ruolo
della Banca Centrale Europea (istituzione privata sovranazionale
esterna alle istituzioni europee), invita ad adottare precise misure
per liberarsi dal debito pubblico, rilanciare l'economia, la ricerca,
il welfare: lo Stato deve e può nazionalizzare la Banca d'Italia,
emettere in proprio la moneta e recuperare il reddito monetario
dalle banche che si sono illegittimamente arricchite, in violazione
della Costituzione, la quale, all'art. 1, dichiara che l'Italia
è una repubblica democratica fondata sul lavoro, non sulla
speculazione finanziaria; e che la sovranità appartiene al
popolo, non alle banche.
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