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Scheda libro
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Costruito originariamente prima del 3000 a.C. e ampliato nel corso dei
successivi 1.500 anni, Stonehenge era un tempo parte di una serie di cerchi
di pietra di grandi dimensioni diffusi in tutta l'Europa nordoccidentale. Il
cerchio di pietre sopraelevate che hanno la funzione di architravi, rende
Stonehenge differente da tutti gli altri. Sopravvissuto a cinque millenni e
a svariati cambiamenti culturali, è una cattedrale dell'età della pietra, il
fulcro di una comunità tribale un tempo ricca ed evidentemente istruita, la
cui magnifica eredità di pietra ci invita a decifrare il suo messaggio.
Un libro per chi è interessato a comprendere i misteri e i segreti di
Stonehenge, simbolo dell'antica saggezza e di valori culturali di un'epoca
scomparsa, alla luce di discipline apparentemente diverse fra loro come
archeologia, astronomia, geometria sacra e perfino sciamanesimo.
Un elegante volume illustrato con immagini provenienti in parte da rari
libri d'antiquariato e in parte realizzate dell'autore stesso, che risponde
alle domande su chi costruì Stonehenge e per quali scopi. Rivela come
venivano predette le eclissi, perché alcune pietre furono portate
interamente dal Galles e molti altri particolari interessanti.
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Indice:
Introduzione
Scavando nel buio
Il paesaggio di Stonehenge
Viaggi nell’altro mondo
La civiltà di Stonehenge
Oro a palate
Astronomia e geometria
Il primo Stonehenge
Le buche di Aubrey e le pietre stazione
Pietre sarsen e triliti
Carpenteria in pietra
L’innalzamento delle pietre
L’immagine moderna
Lo spirito nella macchina
Qui viene il Sole
Woodhenge
Salti di calendario
Stonehenge alternativo
Il triangolo delle lunazioni
Prevedere le eclissi
Stonehenge completo
Pietre rotolanti
Il terreno di mezzo
Geometria sacra
Misurare il cerchio
Stonehenge rimpicciolito
La civiltà stellare
Stonehenge fonte di ispirazione
Ulteriori letture
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Estratto:
Scavando nel buio
La riscoperta di Stonehenge
Fin dalla fine dell’alto medioevo, le descrizioni e le illustrazioni di Stonehenge si sono intrecciate alle fantasie culturali dell’epoca. La civiltà che costruì in origine il monumento è talmente remota che la cosa non deve sorprenderci. L’architetto di re Giacomo I, Inigo Jones, aggiunse un sesto trilite per collegare Stonehenge agli stili romani (v. pag. 57), mentre lo schizzo affascinante e tuttavia ingenuo di Lucas de Herre (v. pag. 5) è il primo disegno a noi noto, realizzato “sul posto” nel 1569.
La bizzarra e imprecisa incisione qui a lato, tratta da Britannia di William Campden del 1605, mise per la prima volta Stonehenge davanti ad un pubblico più vasto. L’epoca antiquaria si affacciò intorno al 1650 con John Aubrey e successivamente con William Stukeley, e Stonehenge fu considerato un tempio druidico. Le influenze greche e romane se ne vanno e arrivano i rozzi britannici.
La conseguenza fu il saccheggio di questo e altri siti antichi. Un famigerato duo, Coalt-Hoare e Cunningham, praticava la cosiddetta “alchimia inversa”, sostituendo gettoni di piombo all’oro battuto trovato nei tumuli circostanti. A quei tempi l’archeologia veniva praticata con pala e piccone, il che ha causato molti danni irreparabili e la perdita irrecuperabile di prove di valore inestimabile.
Durante il secolo scorso il colonnello Hawley, Sir Matthew Flinders-Petrie, Sir Norman Lockyer e i professori Atkinson, Hawkins e Thom hanno sperimentato vari tipi di approcci più scientifici per capire Stonehenge. Nonostante questi sforzi, molti misteri permangono tuttora dentro quelle “antichissime pietre grigie”.
Il paesaggio di Stonehenge
Le rovine sulla pianura
Stonehenge è l’elemento più importante di un ricco patrimonio storico, le vestigia della cosiddetta cultura del Wessex, concentrata sulla piana di Salisbury. Nel raggio di poche miglia dal monumento, il visitatore può scoprire vari tipi di tumuli, o monticelli di terra, due inesplicabili fossati (lunghi terrapieni rettangolari delimitati da lati arginati), Woodhenge (v. pag. 38), molte pietre isolate, un viale con argini lungo 550 metri che parte da Stonehenge e parecchie buche per i pali.
L’imponente viale cerimoniale di Stonehenge è lungo più di due miglia ed è largo in media tredici metri, e racchiude oltre 100 acri di terra. È stato descritto come pista d’atterraggio degli UFO, fascia di un tornado o arena per tornei.
Probabilmente non era niente di tutto ciò, anche se ci si domanda perché mai qualcuno abbia voluto costruire un allineamento così strano, e soprattutto così vicino a Stonehenge. L’incisione di Stukeley raffigurante il viale è riportata in basso nella pagina a fronte.
Stonehenge è curiosamente situato su un terreno digradante, in una posizione non certo ideale. Proprio per questo motivo, per ottenere il livellamento perfetto dell’anello degli architravi superiori è stato necessario ricorrere all’utilizzo di megaliti di sostegno di varie altezze. La maggior parte di queste pietre, le cosiddette pietre sarsen, alcune pesanti 50 tonnellate, dovettero essere trasportate per oltre 20 miglia dalla loro “cava”, una valle piena di pietre sulla collina di Fyfield presso Avebury. Le pietre azzurre più piccole provenivano dal Galles – distante più di 150 miglia. Ciò ci comunica in maniera eloquente che gli architetti scelsero l’ubicazione del sito con grande accortezza.
Viaggi nell’altro mondo
Una cultura della vita dopo la morte
Il paesaggio di Stonehenge racchiude parecchi esempi di quelli che sono noti come tumuli (v. pagina a fronte). Molti contenevano resti seppelliti o cremati. I manufatti sotterrati accanto ai defunti hanno fornito agli archeologi numerose informazioni sui modelli sociali vigenti nella cultura del Wessex. La posizione fetale di gran parte degli scheletri suggerisce una rinascita dal grembo della Madre Terra. Molte camere sepolcrali durante tutta la civiltà megalitica sono allineate verso l’alba o il tramonto di pieno inverno, a conferma della teoria secondo cui nelle giornate più corte del solstizio d’inverno la “morte” simbolica del Sole porta poi alla sua risurrezione, un incremento quotidiano di luce, di forza e dell’altezza del mezzogiorno.
Un recente scavo a Stonehenge ha portato alla luce lo scheletro di un arciere nelle cui vertebre erano ancora conficcate le punte delle frecce. Sacrificio rituale, esecuzione o assassinio? Non lo sapremo mai. |
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